venerdì 2 novembre 2012

Nuova linfa

Dov'è finito l'orto? Quello annunciato, urlato, ad inizio estate? 

Quest'anno mi ha dato soddisfazioni medie, e le ragioni sono molteplici: non ho preparato il terreno con la concimazione organica adeguata, ho cambiato idea in corso d'opera (e i morti mi dicono che queste cose non si fanno), il caldo è stato estenuante e le innaffiature, superati certi livelli, non bastano comunque. Sono tre errori gravi, e le colture non mi hanno perdonata. Sono morte l'uva spina (spostata due volte dopo il trapianto) e forse more e lamponi (lo vedrò la primavera prossima); Kaputt anche il melone (non so perchè, NON LO SO), piselli stentati e pochi (ma perchèccavolo ho usato i semi dell'anno precedente???), ed infine le melanzane, che mi suscitano un interrogativo grande come una casa: non sono cresciute di un solo centimetro per tutta l'estate, perdendo quei quattro fiori in croce che avevano messo su, a fatica.

Oggi, mese di novembre, mi vedo le piante cresciute, piene di fiori e con tre bei pomi viola pronti da cogliere.

Ho comunque mangiato ottime verdure, ho gioito dei successi, ma una cosa l'ho trovata crudele: il caldo mi ha ucciso le piantine di cavoli che avevo seminato, erano germogliate, e le avevo trapiantate nelle aiuole. Quella settimana sono arrivati i 40°, tutto è diventato giallo e sfinito. Ma c'è un però: ho ricomprato piantine già pronte, le ho tenute all'ombra e finalmente, in questi giorni, ho preparato nuove parcelle e messo a dimora (che termine bellissimo).


Questa passata stagione mi ha comunque permesso di ragionare sull'impianto generale, capendo quale sia la disposizione delle mie piccole aiuole per il futuro. Non è una cosa facile coniugare estetica e funzionalità in un posto così piccolo, ma penso di esserci arrivata. Allora ho scavato di nuovo, vangato e sciolto ancora, tirato su pietre e concimato. Ve lo presento in queste foto.
Sono pronta per l'inverno, e le mie piante con me.
E quindi: cavolfiori, cavolo nero, cavoletti di bruxelles

Lattughino da taglio, cicoria, insalata "Regina dei ghiacci"

porri 

e quelle melanzane che ancora non hanno voluto andarsene. 

Addirittura stanno rispuntando germogli di pomodoro e di basilico, autodisseminatisi (ma se li acchiappo e li metto in vasetti in casa, poi li potrò trapiantare a primavera per avere delle primizie??? Dovrò provare...).

Ovvio che poi ho ancora tutte le aromatiche schierate sull'attenti.

 


Questa sera sono uscita, già buio, per sostare in questo mio giardino. Ho sentito profumo di terra, silenzio e molta pace. La sensazione di leggerezza, la calma di "quando è tutto pronto" mi hanno fatto sentire una quiete ricca e profonda. Sono orgogliosa di coltivare la terra.    

Nessun commento:

Posta un commento

Briciole sotto la tavola