lunedì 9 luglio 2012

Parigi: le reportage


Vi ho anticipato che sono stata a Parigi, per l'esattezza 4 gg. 
Non ci andavo da dieci anni, ma ci sono stata varie volte, anche per periodi lunghi. E' un posto che amo molto. Quando si è profilata l'occasione di un week end lungo avevo già le valigie in mano, anzi, lo zainetto, perchè viaggio sempre leggerissima, ai limiti del pauperismo. 
Il problema è che questa volta, per la prima volta, non mi è piaciuta e mi ha delusa. Ecco il perchè della "immagine di copertina" di bassa qualità, turistica, presa a casaccio dalla rete. Ecco perchè dovete sapere che questo post è in realtà un articolo di una nuova entità: La Tavola Polemica. 
Segnalo che ero con la bimba, quindi ho fatto (o rifatto) mete che altrimenti non avrei scelto. 

Primo giorno: la Parigi dei bambini, la Villette-Citè des enfants. 
...E pensare che ci ero andata io, quando ero "una enfant"! Ebbene, tutto come allora, nessuna novità rilevante e anzi molte cose lasciate andare: dagli addetti scazzati che se ne fregano pressoché di tutto (soprattutto di darti una mano) ai giochi rotti o malmessi: ma come si fa ad avere il pannello con penna che fa i disegni luminosi (FI-GA-TA) e mettere a disposizione una penna sola e che funziona ad intermittenza?!!!?
Spettacoli, cinema alla Géode, giochi interattivi tutti in francese: per me non è un problema, ma pensavo che fosse per i bambini (e non è necessario che siano tutti francofoni dalla più tenera età).
Nota inquietante: mentre ci riposiamo al Jardin des dunes et des vents arrivano 15 vigilanti, due macchine della sicurezza, alcune donne sconvolte ed urlanti ed infine la polizia: portano via tre ragazzotti quindicenni che nei bagni hanno molestato sessualmente una bambina di ca. 12 anni. Santo cielo. 
Percorso 2-7 anni alla Citè des enfants
Jardin des dunes et des vents

Secondo giorno: la Parigi del divertimento, Disneyland.
Da madre sentivo di non potermi sottrarre, che avrei fatto un torto mortale alla bambina traumatizzando i suoi ricordi di privazioni inaccettabili. E invece no: dovete rifiutarvi di andare!!! Ingressi per tutti=congestione totale delle attrazioni. Per chiarire: attrazioni che durano in media 2' con code sopra i 40' se vi va bene. Pochi    i giochi con fast pass (che vi prenotano per un orario specifico). E' giusto far aspettare bambini piccoli sotto il sole, in piedi, con genitori impegnati a scongiurare nevrosi e gente che litiga alla morte sulle precedenze in coda? Sono senza pietà e disorganizzati. Sfilata per i 20 anni del parco molto carina, però NON CI ANDATE.
Parata Disneyland 20° anniversario
Carro di toy story

I soldatini di Toy story!

Terzo giorno: la Parigi della cultura, Ile de la citè, Louvre, Tour Eiffel.
Colazione buonissima al marché des Enfants Rrouges con baguette, burro vero, marmellata di cassis e latte al cacao. Prezzo poco popolare di € 8 a testa. Ero andata lì per sbirciare e provare La petit fabrique, che aprirebbe alle 9.00, ma fino alle 10.30 non propone di fatto nulla. Riparleremo di questa specifica esperienza. Nell'aria si diffondono e si mischiano i profumi etnici delle bancarelle, che invitano a ripassare per il pranzo, ma avevamo altri programmi. Se vi capita di aver del tempo disponibile credo proprio valga la pena di provare. Noi, dopo una girata davanti a Notre Dame con Esmeralda e Gobbo come riferimenti, scalpicciamo verso il Louvre, che la prima domenica del mese è gratis. Coda che esce dai confini della realtà e che potrei stimare ad occhio in 2 ore e mezza. All'ingresso presso la piramide noto un'altro ingresso con addetto: lo interrogo e mi dice che non è possibile pagare per entrare prima, né prenotare l'ingresso per dopo e che da lì passano solo disabili e passeggini...Mia figlia ha quattro anni, ma senza passeggino non può entrare!!! Da notare che i passeggini, tra l'altro, li affittano gratuitamente all'interno. Alternative? Stronco il marito e lo rendo disabile all'uopo? Un'altra signora presente che non so che esigenze abbia dopo un po' viene fatta passare di straforo; comincio a fare la simpatica (cosa che odio) e insceno una pantomima: passiamo anche noi. ROBA DA MATTI. Io sono rispettosa delle regole, ma qui o fai il furbo o non sopravvivi ad un sistema palesemente assurdo. L'abbiamo scampata e ci siamo goduti la visita, mi resta l'amarezza di aver fregato gente in coda sotto il sole.
Digressione: il Louvre è sempre bellissimo, mi sono commossa alle lacrime ed ho avuto la pelle d'oca davanti a tante opere e soprattutto a '300/'400 italiani. Più invecchio e più apprezzo opere antiche ed arcane, che prima non mi parlavano con la stessa intensità. Ci sono certi Cosmè Tura, Carlo Crivelli, Mantegna che ti uccidono; colori da psichedelici, linee e composizioni mai più viste. Poi fatemi dire che Caravaggio, porca troia, è un fottuto genio. Bellissima idea l'esposizione, curata ed affascinante, di Wim Delvoye negli appartamenti reali.
Sono arrivate le 18.00 che non me ne son accorta e non ho più avuto tempo per gli adorati fiamminghi: uffa! Uffa! Uffa! 
Incubo per spostarsi da un piano all'altro con il passeggino, scale comunque obbligatorie in vari punti, mi chiedo come facciano i fruitori in carrozzina. Infine fatemi dire che NON CAPISCO quelli che fanno le foto, in particolare alle opere più famose o alla Gioconda: ma che cazzo te fotografi quando ti viene male, piccola e brutta, sopra a centinaia di teste, quando puoi comprarti una cartolina, una bella stampa o un patinatissimo libro d'arte? Boh...
Usciamo e andiamo alla Tour Eiffel, non ci interessa salire, ma comunque funziona un solo ascensore. Quella sera, prospiciente al Trocadéro, maxi schermo per maxi delusione degli europei Italia-Spagna. 

Cosmè Tura: sì, l'ho trovato sul web ;-)
P'tit dej al marchè des enfants rouges















Quarto giorno: la Parigi del lusso, mattina a Fauchon e Place Vendôme.
Non biasimatemi: da Fauchon mi recavo già in fervente pellegrinaggio ben prima del mio relativamente recente gastrofighettismo. Colazione a 15 €, ma si mangia in due e si gode per quattro. Acchiappo un pane con gocce di cioccolato, un cannelé bordelais (così finalmente capisco che gusto ha) e un mini kougelhopf, con cappuccino medio e spremuta d'arance. Mia figlia fa una standing ovation alla spremuta, dicendomi per la prima volta che fanno qualcosa meglio loro di me; finora ero imbattuta su tutto: dalle crêpes alle quiches.  Assaggio ed effettivamente, senza aggiunta di zucchero, è la spremuta più buona che abbia mai sentito in vita mia. Fantastico anche il Kougelhopf incrostato di zucchero, mentre il pane ha un'aria non del tutto cotta e giungo pacificamente a conclusione che il cannelé non è il mio genere, quindi posso evitare di replicarlo. Poi prendiamo tre macaron: pistacchio, caramello e burro salato, lampone e cioccolato. Ognuno costa € 1,70, ma sono davvero buoni e io tocco il ciel de Paris quando la figliola mi dice che "anche tu li fai molo buoni": certe soddisfazioni non hanno prezzo. Tour di Place Vendôme parzialmente impacchettata per lavori, guardata malinconica a gioielli ed orologi più belli che nei propri sogni. 

Da Fauchon

Bilancio: il cuore mi sanguina ma non ho trovato (o ritrovato) la Parigi che amavo, accogliente ma con la propria identità, disponibile per tutti ma che sa mantenersi chic, esaltatrice e non soccombente alla multiculturalità. Da dire inoltre che ho mangiato sempre malissimo (non volendo spendere cifre importanti). Il livello medio è bassissimo e spero che non faccia scuola. Non è che se a Roma vado a mangiare "random" mi trovo per forza male, non è che devo consultare l'oracolo prima di sedermi a tavola...Ci capiamo? In un paio d'occasioni ho conservato gli scontrini di dove avevo mangiato (cosa che non faccio mai) perchè temevo di stare male la sera!!! Non si può. Unica "esperienza" da cui mi aspettavo qualcosa era Le Comptoir, "ristò-biò" a Les Halles: buona la tajine di pollo con limoni in conserva (v. comunque questa, e non per tirarmela), ma nessuna gastrofania (vi piace questo neologismo? A me sì). Metro sempre puntuale, ma senza artisti validi per i suoi corridoi e con una puzza ed una sporcizia che ne hanno peggiorato la fruibilità. Prezzi carissimi per i trasporti (RER in particolare). Anche i siti dei vari posti dove sono andata sono organizzati piuttosto male, non capisco perchè.
Bonjour, tristesse!

giovedì 5 luglio 2012

Frollafrutta


Assente giustificata causa fuga a Parigi. Il post di oggi non sarà dedicato al viaggetto, ma vi anticipo che sono sopravvissuta SENZA andare da Ladurée, Pierre Hermè, Vivant, Verre Volé e compagnia. 
Volevo invece redde rationem di questa tarte aux mirabelles al burro salato, di deseiniana memoria (ovvero ispirata dal libro "Piccoli spuntini" di Trish Deseine). Il libro ce l'ho da molto e si è rivelato abbastanza deludente, le ricette non funzionano, sono inesatte e spesso impraticabili per chi, come me, ci tiene alla salute nei cibi (è una ridda di grassi animali profusi su...tutto). Queste caratteristiche lo pongono in basso nel mio indice di gradimento, e anzi ne approfitto per dire che tra i principi ispiratori del mio blog c'è l'ONESTA' nel diffondere ricette CORRETTE. 
Ok, precisato ciò, lunedì ero da mia suocera, che mi presenta queste susinette gialle grosse come ciliegie, colte dall'albero in una gita. Mi si è accesa una lampadina: che fossero le famose mirabelles con cui Trish faceva la frolla? Torno a casa, consulto, e scopro che il frutto ci sarebbe in verità tra agosto e settembre, però in Francia, che sta più a nord; mmmmmh... Io le mirabelles non le conosco, ma queste susine gialle sono fantastiche crude e cotte. 
Trascinata dal momento rifaccio la ricetta, viene proprio bene, ed ecco che ve la propongo :-)

Frolle alle susine gialle

Per 8 stampi da tarteletta:
- 275 gr di farina "0"
- 125 gr di burro salato freddo di frigo tagliato a dadini (oppure, potete fare come me che ho aggiunto 2 gr di sale al burro normale) + 15 gr di burro dolce
- 125 gr di zucchero + 2 cucchiai
- un uovo medio
- un cucchiaio di  estratto di vaniglia 
- mezzo kg di susine gialle di qualità sconosciuta
- qualche goccia di limone

Setacciate la farina e mettetela nel mixer insieme al burro, allo zucchero e all'eventuale sale. Mixare ed aggiungere, quando rapprende in granuli, uovo e vaniglia. "Appalla" e ficca in frigo avvolto dalla pellicola per almeno 3 ore. Questa ricetta di pasta frolla è, secondo me, perfetta. Stendere quindi col mattarello su carta da forno infarinata ad uno spessore di 4 mm, tagliate a misura e foderare gli stampi (se non sono antiaderenti imburrateli generosamente). Rimettete in frigo altri 30' a rassodare: in cottura manterranno la forma. Dividere le susine a metà, estrarre il nocciolo, metterle nella frolla con la buccia rivolta verso l'alto; cospargere con qualche goccia di limone, i 15 gr di burro fuso extra e i due cucchiai di zucchero. Infornare per 30' ca. a 180° nel ripiano medio-basso con cottura tradizionale.
Non avete le susine? Chìssene! Farcite le frolle con la frutta che più vi piace: ovviamente che sia buona da cuocere, sennò cuocete le frolle in bianco ricoperte di fagioli secchi e poi metteteci la frutta fresca, in questo caso con una crema o della ricotta che leghi il tutto.